Sineddoche
La parte per il tutto.
SINEDDOCHE
Una parte non del tutto:
Sto, ora, qui ,sdraiato, in una manciata di letto, avvolto dal lenzuolo, che ormai seconda pelle, si nasconde tra le mie gambe.
Mi chiedo se valga la pena continuare a vivere?? Nessuna risposta.
Il male di vivere l’ho incontrato , l’ho visto e ci ho pure parlato.
Questa notte suona un blues nero , nerissimo nella mia stanza , suona così piano per non svegliare nessuno , ma a tal punto che mi giunge un soffio leggero per allietare la mia anima carica di pioggia nera.
Nella musica e nei suoni c’ ho sempre cercato le parole, c’ ho sempre letto gli attimi e immaginato i momenti; ho visto le espressioni di coloro che, come dei, forgiano i suoni. Erano in estasi, erano beati, erano distrutti dallo sforzo, mettevano le loro mani a servigio di qualcosa o di qualcuno che neanche conoscevano, erano Gesù nelle mani di tanti dei. Dov’è la felicità stasera. Dio , cazzo, se esisti perché no me la dai?Il dolore taglia le membra e squarcia i nervi, perché cazzo non ci sei. La felicità. Dov’è.?.|!
Ah l’amore .Arrivò quel maledettissimo giorno in cui scoprii l’amore. Lo annusai e subito me ne cibai pensando che mi potesse rendere felice. Adesso che ci penso ho sfiorato l’infinito con l’indice , ma sono caduto con la faccia nel fango a mangiare accanto a porci che non riuscivano a librarsi di un cm da terra.
L’amore fece sì che io perdessi la ragione , il cuore cominciò a battere, cominciò quasi sragionare…. si fermava, poi aveva una tachicardia, era un casino.
I suoi pensieri si accavallarono ai miei e incominciammo a condividere la vita. Forse esagerammo
Le scrivevo lunghe poesie, le lasciavo riposare e quando erano mature gliele davo, lei meravigliata mi baciava e io ogni suo bacio lo conservo nel mio cuore. Ci salutammo e ci dicemmo mille volte di più addio. La guardai negli occhi e non vidi nulla. Non vidi nulla. Lo volevo? E ancora lo voglio?
Poi arrivò un giorno in cui scoprii la solitudine e mi sentii solo , forse morire è meglio.
Perché allora ,porco cane , soffrire ?e se al posto di essere stati creati per ricercare la felicità, come molti dicono, fossimo stati creati per soffrire? Noi, uomini o umanità, ci lasciamo coprire dalle cose perché in fondo il piacere è :soffrire!!
Soffrire è abbandonarsi al ricordo dell’ attimo non colto , soffrire è il ritorno , soffrire è il rimorso di essersi voltati indietro……..ma a voi per caso vi diedero il libretto di istruzioni per questa unica e sola vita. NO!!!! Allora come si fa a non sbagliare.
Esco , perché c’è troppo tedio in questa stanza.
Il fatto è, che in questa vita, hai davanti semplicemente ,anzi direi inesorabilmente, due sole possibilità: esserci o non esserci. Si perché in fondo ho capito che l’importante non è essere e neanche non essere , la cosa fondamentale è far credere agli altri di poter essere come di poter non essere. In questo mondo, in questa vita gli altri giocano al posto tuo e a te non resta altro che tifare per qualcuno o per qualcun altro. Noi, essendo uomini, facciamo parte di un tutto che vive secondo regole a noi ben chiare. Cazzo, e quando non riesci a far parte di questo mondo di queste regole, che fai???Le possibilità allora sono nuovamente due: le accetti queste regole e soccombi, non facendo parte di un mondo che di te se ne sbatte profondamente, oppure semplicemente, inesorabilmente sei costretto a cambiarle.
In un modo o nell’altro devi usare la violenza.
Nessuno ti dirà come farlo, dovrai essere tu a scrivere un nuovo copione per gli altri, semplicemente basterebbe sostituirsi a dio.
Ammetto il suicidio. Perché??volete realmente sapere il perché???
Le scorciatoie allietano l’animo di chi le imbocca. Perché rinunciare ad una felicità a portata di mano?? Perché insistere in una vita che a te ha giocato un brutto scherzo??
Allora ucciditi. Varcherai le soglie dell’infinito e li avrai tempo e spazio infinito per trovare una felicità che in terra era nascosta sotterrata dalle macerie di un tempo ingrato, caduto sotto i colpi di una forza oscura: il desiderio di alcuni uomini di essere simile a dio.
Esco, si, ora sto uscendo.
Comincia lentamente ad insinuarsi in me un’idea. Devo ucciderli tutti. Non importa chi ma importa che siano tutti. O almeno una parte. Ci ripenso un attimo, ma già mi ritrovo su per le scale inciampare sui gradini alla ricerca del tempo perduto. No scherzo sto salendo perché mi serve la mia pistola.
La pistola. La meccanica spesso risolve problemi che sfuggono alla psicologia, psicoanalisi e psichiatria. È tanto semplice, che potrebbe usarla pure un bambino.
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Mi serve capire chi debba essere l’oggetto del mio desiderio e il gioco è fatto. Penso e ripenso di chi è la colpa di tutto ciò. Lo stato, lo stato non esiste. La chiesa, no alla chiesa non importa. Gli intellettuali, con loro sarebbe troppo semplice. I miliardari, troppo difficile. I produttori tv, no in fondo sono schiavi. E poi in fondo a questa piramide chi ci sta? Voi. Ci siete voi, che avete deciso di adularli. Siete solo dei servi. Voi ora dovete morire.
Ci ripenso di nuovo e vedo nelle mie parole una sfumatura apocalittica che mi induce a rinnegare ciò che ho detto. Ma vado avanti perché indietro non si torna.
Cammino in centro. La città è una polveriera , è pronta ad esplodere se solo lo volessimo. Le ingiustizie oltrepassano i limiti. E noi, attoniti, non abbiamo la forza di alzarci.
Entro in un negozio di elettrodomestici. Spingo la porta e, appena sono dentro, mi investe un senso di costipazione.
- buon giorno- nessuna risposta dall’altro lato, forse si usa cosi.
Comincio a sparare come un pazzo, prima sui televisori e poi svuoto un secondo caricatore su alcune persone.
Poi ancora sporco di sangue , grondante, scoppio in lacrime e un po’ il sangue va via.
Mi sento svuotato la rabbia è vaporizzata e leggera, è salita in cielo per scomparire lassù. Allora ci si sente così. Non so quanti ne ho uccisi ma un po’ li ho uccisi. Comincio a ragionare. Respiro mi giro attorno e mi sento solo con me stesso. Una sensazione disgustosa, un conato di vomito si impossessa di me. Ma poi è solo un coito. Piacere allo stato puro ,nudo e crudo , lo sento e non ho paura perché mi sento di nuovo forte. Togliere la vita , il respiro , le facoltà intellettive è un piacere immenso. Io sono Dio. Sono ritornato al principio primo, all’archetipo. Ora devo fuggire.
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Ho avuto un idea. Sì, è geniale. Devo fare una strage. Ma di quelle belle , quelle che i telegiornali ne parlano per anni , quelle che quando sei nel letto a pensarci ti fanno star male, ma star mal davvero a tal punto che devi cominciare a contare miliardi di pecore vestite da lupi in fila per tre. Non so se rendo l’idea, è semplice : sabato-sera, 00:00, piazza centrale……esplosione.
………………………………………………………………………………fine dell’ inizio………
Tutto è pronto.
Sono pronto anche io voglio vedere tutto saltare in aria, e poi godere.
23:56 a cosa serve far finta di divertirsi?quando invece bruci dentro perché non sei tu quello che vedi riflesso?come fai a pensare che qualcosa possa cambiare se non cominci tu il primo a scegliere o si o no?nella vita, almeno in questa , il grigio non c’è dato conoscerlo : nero o bianco.
Poi è semplice, quasi naturale, devi scegliere.
23:57io ho scelto. Alla fine se la tua scelta sia giusta o sbagliata non importa a nessuno , devi schierarti. Io lo faccio , non so se sia giusto!
23:59 cazzo, è troppo tardi.
23:58 il minuto più lungo della mia vita.
Ho visto lei. Ho visto i suoi occhi spenti. Ho visto i suoi jeans sporchi. Ho visto dentro di lei.
Lo spazio infinito. Tempo presente.
Ho visto la voglia di vivere. Ho visto il perdono. Ho visto che sono di più le volte che hai torto di quelle in cui pensavi di aver ragione. Ho visto l’amore.
E l’odio dov’era?
Ho visto mille motivi per tornare indietro e nessuno per andare avanti. Comincio a capire.
00:00 non si torna mai indietro.
Ci penso su e mi sparo in bocca.